“Luci e ombre”
Personale di Dade (Davide Dusio)

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Trifola d’Or, nei fine settimana del 15-16 e 22-23 novembre, ospiterà la mostra di Dade (Davide Dusio) presso la ex chiesa di San Michele in via Sotto Castello a Murisengo Monferrato.
Attraverso il disegno e il dipinto, Dade muove il suo vissuto in un’altra epoca, andando a riscoprire ambienti, stili di vita, culture e percezioni assai distanti da quelle contemporanee. Protagonista più o meno evidente della scena, Dade è spesso riprodotto nei suoi stessi disegni, ambientati in epoche lontane, a cavallo del XVI e XVII secolo, caratterizzate da allegorie e mitologie tipiche dell’arte barocca. Già il suo laboratorio di via Umberto I evoca l’atmosfera tipica delle antiche botteghe d’arte pittorica.
A 5 anni, Dade vinse il primo premio di disegno associato allo Zecchino d’Oro, raffigurando le rondini che volavano intorno ad un albero fiorito. “Avevo disegnato la mia primavera e la fu in tutti i sensi”. A 12 anni sua madre lo iscrisse ad un corso di pittura. Alla prima lezione fui invitato a disegnare un nudo, mettendo in evidenza le parti anatomiche di un uomo visto di spalla. “Credo che l’arte dovrebbe essere parte integrante della crescita di un bambino, dello sviluppo di un adolescente e della vita di un adulto, per “iniziare” l’essere umano alla bellezza interiore”. Studente odontotecnico, Dade continuò a disegnare personaggi, figure, particolari del volto e del corpo umano. “A 18 anni realizzai il mio primo disegno su commissione: un grande dipinto di 3 metri per 1,5 riproducente un mondo fantastico e futuristico, con due lune, un veliero e un cavallo alato”.
Per lui, il bisogno di disegnare “quando arriva, arriva”. Talvolta lo fa su angoli di giornale, su tovaglioli o su pizzini di carta. Quando c’è l’idea, su carta da disegno e su tela. “Disegnare è una sensazione straordinaria: è adrenalina pura. Mi sento trasportato in una dimensione sovrannaturale, perdo il contatto con il presente e fluttuo nel passato alla riscoperta di un mondo sorprendente che sento mio. Disegnare è anche una medicina che lenisce la presenza in un tempo che non mi appartiene. Dipingo per vivere e per mantenere la mia anima, non il mio portafoglio”.
I suoi strumenti di lavoro sono: matita, carboncino, pennino e stilografica. “Mi è capitato anche di disegnare con una scaglia di mattone. Per il 90% delle volte il disegno resta in bianco e nero; quando lo coloro, scelgo la tecnica ad olio. Parto sempre dal nero, ovvero cospargo la tela di nero d’avorio e terra d’ombra naturale; quando asciutta, con il pennello e l’ocra tiro fuori i lati luminosi di un corpo e di un’immagine, lasciando alla mente la percezione dei lati in ombra che, non disegno, ma porto a immaginare”. Ad ispirarlo è il Caravaggio, “il più celebre pittore di tutti i tempi”. Per lui, vivere in un altro tempo significa “un modo diverso di vivere l’amore, l’onore, la sfida e la fiducia”. Ingresso libero: sabato dalle 15 alle 17; domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17.
Vernissage:
domenica 16 alle ore 16.00
Apertura:
sabato pomeriggio (in orario 15-17)
domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17
Ingresso libero.